AI Pact e AI Act: come semplificare la compliance per le aziende

AI Act: l’iniziativa europea che accelera l’adeguamento alla normativa sull’intelligenza artificiale

L’AI Act introduce regole comuni sull’intelligenza artificiale in Unione Europea, imponendo alle aziende standard di compliance sempre più rigorosi. Per aiutare i soggetti coinvolti ad anticipare l’adeguamento, la Commissione Europea ha lanciato l’AI Pact, una piattaforma di confronto e scambio di buone pratiche. Scopriamo come funziona e perché può essere decisivo per semplificare il percorso verso le nuove regole in arrivo.

Che cos’è l’AI Pact e perché è importante per l’AI Act

L’AI Pact è un progetto volontario destinato a imprese, ONG, università e pubbliche amministrazioni che vogliono confrontarsi sulle sfide del Regolamento AI Act.
Si basa su:

  • Scambio di conoscenze: webinar e workshop favoriscono la condivisione di esperienze, chiarendo aspetti tecnici e legali del regolamento;
  • Impegni di trasparenza e risk management: i partecipanti pubblicano “pledges” che anticipano alcune misure richieste dall’AI Act, come la supervisione umana o la mitigazione del rischio.

In un contesto normativo già denso di leggi digitali (GDPR, Data Act, ecc.), aderire all’AI Pact è un modo per sincronizzare le attività di compliance senza cadere in sovrapposizioni o ritardi.

Per approfondire la tematica relativa all’impatto dell’AI Act sul quadro normativo europeo, consigliamo un approfondimento di AgendaDigitale.eu.

Il periodo di transizione dell’AI Act

L’AI Act è entrato in vigore da agosto 2024, ma molte disposizioni diverranno obbligatorie solo ad agosto 2026. Nel frattempo, le aziende dovranno:

  • Mappare i sistemi di AI in base a quanto stabilito dal regolamento (alto rischio, inaccettabile, ecc.);
  • Definire una governance interna per garantire un utilizzo etico e trasparente dei tool di AI;
  • Formare il personale: da febbraio 2025 è previsto l’obbligo di sensibilizzare i dipendenti che interagiscono con modelli di intelligenza artificiale.

In questo periodo, l’AI Pact serve da “laboratorio” per testare linee guida e strumenti di conformità. Molte PMI trovano particolarmente utile il confronto con aziende più strutturate per ridurre costi e incertezze.

I vantaggi dell’AI Pact per la compliance all’AI Act

Maggiore chiarezza normativa
Grazie all’AI Office della Commissione Europea, chi aderisce al Pact riceve chiarimenti e risposte rapide su dubbi operativi, snellendo la fase di interpretazione del regolamento.

Reputazione e trasparenza
Pubblicare i propri “pledges” di compliance sottolinea l’impegno verso un’innovazione responsabile, rafforzando la fiducia di clienti e partner.

Condivisione di best practice
Soprattutto per le aziende con budget ridotti, la possibilità di replicare approcci già sperimentati da multinazionali o grandi players risulta una scelta strategica vincente per ridurre il time-to-compliance.

Per riferimenti su come le autorità europee vedono il ruolo dell’AI, puoi consultare la pagina dedicata sul sito della Commissione Europea.

DORA: un tassello ulteriore per le aziende finanziarie

Il DORA (Digital Operational Resilience Act), rappresenta un’altra importante normativa europea rivolta al settore finanziario. Focalizzato sulla resilienza operativa digitale, DORA disciplina la gestione del rischio ICT e la continuità operativa di banche, assicurazioni e altre realtà regolamentate.

Per chi opera in questo campo e implementa soluzioni di intelligenza artificiale ad alto rischio, è fondamentale coordinare i requisiti dell’AI Act con quelli di DORA. Se vuoi approfondire, abbiamo scritto un articolo sul nostro blog.

Ruolo del CIO e task force interna

Il CIO è uno dei principali attori nella gestione della compliance:

  • Mappatura delle soluzioni AI: individuare quali sistemi rientrano nella definizione di AI secondo l’AI Act;
  • Sicurezza e controlli: stabilire procedure di monitoraggio continuo, ad esempio per rilevare bias nei modelli di machine learning;
  • Formazione interna: collaborare con l’HR per formare il personale sull’uso corretto e i rischi connessi all’uso dell’AI.

In molte realtà, CIO, Legal e HR stanno creando team trasversali (AI Board) per garantire che i requisiti normativi siano osservati lungo l’intero ciclo di vita dei progetti di intelligenza artificiale.

L’AI Act rappresenta una sfida normativa cruciale ma anche un’opportunità per promuovere la responsabilità e la trasparenza nell’uso dell’intelligenza artificiale. L’AI Pact, con il suo ecosistema di confronto e collaborazione, offre un percorso semplificato verso la compliance, accorciando i tempi e riducendo gli oneri soprattutto per le imprese che si muovono per prime.

Prepararsi ora facilita l’adeguamento e garantisce un’innovazione etica in linea con le aspettative di clienti, investitori e istituzioni.

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