Internet è spesso percepito come un mondo immateriale, ma dietro a ogni clic si nasconde un colosso di gas serra. Se fosse uno Stato, Internet sarebbe il quarto per emissioni al mondo, superando perfino Paesi come l’India. Secondo il Global Carbon Project e la Columbia Climate School, il web è responsabile del 2,5% al 3,7% delle emissioni globali di CO₂, una percentuale che supera addirittura quella dell’industria aeronautica.
Quanto pesa davvero un clic?
Dietro a ogni email, video in streaming e like sui social si cela un consumo energetico sorprendente. Una singola email senza allegati produce circa 4 grammi di CO₂, mentre una con allegati pesanti può arrivare fino a 50 grammi, l’equivalente di cinque buste di plastica. Con miliardi di email inviate ogni giorno, l’impatto complessivo è notevole. Anche guardare un’ora di video online su piattaforme come YouTube o Netflix comporta emissioni pari a circa 6 grammi di CO₂. Ma la vera sfida sono i data center: giganti tecnologici che operano 24 ore su 24, alimentati da energia in gran parte fossile. Queste “fabbriche digitali” richiedono enormi quantità di energia sia per il funzionamento dei server sia per il loro raffreddamento: circa il 40% dell’energia è infatti usata per mantenere bassa la temperatura delle apparecchiature. In alcuni Paesi come l’Islanda, si tenta di ridurre l’impatto sfruttando il clima freddo e le rinnovabili, ma nel resto del mondo la dipendenza da carbone e gas resta significativa.
Cosa possiamo fare per ridurre l’impatto?
Secondo la Mozilla Foundation, l’impronta digitale globale è destinata a crescere ancora: le connessioni 5G, l’Internet of Things e l’intelligenza artificiale richiedono sempre più potenza di calcolo e quindi più energia. Anche le attività quotidiane come messaggiare, partecipare a videoconferenze e scrollare i social contribuiscono a questo impatto ambientale. È tempo di cambiare abitudini: possiamo ridurre la nostra impronta digitale eliminando email e file inutili, limitando lo streaming in HD, usando le piattaforme solo quando serve e prolungando la vita dei dispositivi. Gesti semplici, come inviare una email di ringraziamento in meno, possono far risparmiare migliaia di tonnellate di CO₂ all’anno — nel Regno Unito si calcola un risparmio di oltre 16.000 tonnellate annue solo con questo accorgimento. La tecnologia fa parte delle nostre vite, ma è responsabilità di tutti usarla in modo più consapevole per proteggere il pianeta.
Le sfide delle aziende tech
Le grandi aziende tecnologiche stanno iniziando a muoversi verso una maggiore sostenibilità ambientale. Alcuni colossi come Google e Microsoft stanno investendo in energie rinnovabili per alimentare i loro data center, puntando a ridurre l’impronta carbonica dei propri servizi. Tuttavia, la strada è ancora lunga: nonostante le dichiarazioni di sostenibilità, molte aziende continuano a utilizzare fonti fossili, e i progressi sono spesso ostacolati dai costi e dalle esigenze di crescita del settore. Inoltre, le strategie di compensazione — come l’acquisto di crediti di carbonio — sono solo una soluzione temporanea. Serve un cambiamento più profondo nel modo in cui vengono progettati e gestiti i servizi digitali, privilegiando efficienza, energia pulita e riciclo delle infrastrutture. Anche gli utenti, attraverso le proprie scelte e pressioni sui giganti del web, possono contribuire a un cambiamento concreto e necessario.
